A
Schio è ancora Bim
Torna
fino al 21 febbraio in tre istituti della città la
biblioteca di oltre 500 libri e video da tutto il mondo,
per parlare ai ragazzi di integrazione e
interculturalità
Storie e leggende da altri Paesi, dibattiti sulle
diverse tradizioni culturali e religiose, o ancora
racconti sugli emigranti italiani del secolo scorso, da
ascoltare seduti su un grande tappeto che raffigura la
carta del mondo di Peters. Sono alcune delle animazioni
della Bim, la Biblioteca interculturale mobile, che è
tornata in questi giorni a Schio, nel Vicentino, dopo il
successo dello scorso anno. Dal 26 gennaio al 7
febbraio, le cassette di legno colorato, con dentro
oltre 500 libri e video da tutta la Terra, hanno trovato
posto all’istituto professionale “Garbin”
(l’allestimento è ospitato in collaborazione con
l’istituto tecnico “Pasini”), mentre dal 16 al 21
febbraio si trasferiranno alle medie “Maraschin”. “Nei
nostri incontri – racconta l’animatrice Elena Lorenzetto
– gli studenti possono riflettere su pregiudizi e luoghi
comuni, e su temi di grande interesse e attualità, come
l’accesso al lavoro per gli immigrati e l’obbligo di
indossare il velo per le donne musulmane. I ragazzi
stranieri spesso partecipano leggendo testi nella loro
lingua madre, condividendo così le loro esperienze con i
compagni italiani”.
Il progetto – che quest’anno ha l’obiettivo di
coinvolgere oltre 500 studenti, contro i 230 del 2008 –
è promosso da Coop Adriatica, il Comune di Schio e il
Cd/Lei, il Centro di documentazione e laboratorio per
l’educazione interculturale del Comune di Bologna. “È
con grande piacere che accogliamo di nuovo la Bim –
sottolinea l’assessore comunale all’Istruzione Lina
Cocco – Si tratta di un’occasione per offrire ai ragazzi
strumenti di crescita, con la conoscenza e la
valorizzazione delle diverse tradizioni e di chi le
conserva”.
Oltre che per le animazioni, la Bim è aperta per il
prestito ogni mattina dal lunedì al sabato, anche per i
ragazzi e i docenti di altri istituti scledensi.
Informazioni e prenotazioni: tel. 333 4855352.
Francesca Cavazza