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Clausura "violata" da internet
Nuove vie della fede
Con le e-mail si superano le esigenze della "privacy" La
parte tecnologica è curata dagli studenti del "Garbin"
Le
monache Agostiniane fanno apostolato con il sito on line
di Mauro Sartori
L’apostolato cattolico
del 2004 procede spedito "on line". Anche nei conventi
di clausura.
Siamo abituati, grazie al cinema e alla tv, ad ammirare
suore capaci di ballare, cantare, addirittura risolvere
gialli intricati. Ma quella è fiction, laddove tutto è
permesso, nel limite del buon senso.
In via Pasini 80, porticina accanto alla canonica della
chiesa di S. Antonio Abate, la realtà forse supera la
fantasia.
Nel monastero delle suore Agostiniane, la clausura è
regola di vita, ma il contatto fisico che le sorelle non
possono avere con i passanti della centralissima via
pedonale di Schio, è un ostacolo aggirato alla grande
grazie alle nuove tecnologie, che consentono di aprirsi
al mondo intero. Anche a chi vive esclusivamente di
preghiere e meditazione. La dimestichezza con le e-mail
delle sorelle scledensi è diventato oggetto di
un’inchiesta da parte del settimanale "Panorama",
nell’ultimo numero uscito nelle edicole.
Sei pagine corredate da foto "esclusive", che raccontano
di un improvviso aumento di vocazioni. Ragazze e signore
che abbandonano impieghi importanti, serate in discoteca
e vita mondana per rinchiudersi in un monastero, e
raggiungere la felicità e la serenità tanto cercate.
In Italia vi sono 6700 monache di clausura, su un totale
di 90000 suore, distribuite in 496 monasteri. A Schio
occupano uno spazio chiuso che circonda la chiesa di S.
Antonio Abate, "difese" dal mondo esterno da un’alta
mura di cinta lungo via Maraschin.
Pare che l’Amministrazione comunale intendesse
abbassarla, come è stato fatto un po’ più avanti,
all’altezza di via XX Settembre, ma che il problema sia
costituito proprio dalla esigenza assoluta di privacy da
parte delle monache, che tuttavia non rifiutano certo
altre forme di contatto con l’umanità.
«Internet è diventato per noi, con la posta elettronica,
una nuova sorgente di apostolato: ha allargato i nostri
cuori a quei fratelli e a quelle sorelle che ci scrivono
raccomandandosi alle nostre preghiere», riferisce una
suora alle giornaliste di "Panorama".
Abbiamo tentato di interpellarle per sapere qualcosa di
più, ma le regole sono regole, e ad ogni tentativo di
avere informazioni, si è opposto un gentile rifiuto.
Possiamo solo rilevare che nel monastero scledense
operano sette suore, e che l’indirizzo di posta
elettronica per comunicare con loro è
"monache.agostiniane.schio@inwind.it", attivo da circa
un anno.
Il sito Internet è stato allestito da un gruppo di
studenti dell’Ipsia Garbin, «un sito che ci permette di
entrate in contatto con te, con la tua anima» scrive
suor Celina, madre superiora, che così presenta il
monastero: «siamo un piccolo gruppo di monahce,
dell’Ordine di sant’Agostino, avanti sì, negli anni, e
tuttavia desiderose, più che mai, di farti partecipe
della nostra vita, della nostra amicizia, della nostra
sete di Dio, del nostro essere innamorate di Lui». Il
sito è molto ben curato. Ci sono saggi, perlopiù redatti
da mons. Luciano Dalle Molle, sulle vicissitudini del
monastero, il suo atto costitutivo che risale
addirittura al 1492. Testimonianze delle suore Luigina,
Petronilla e Maria, che raccontano della loro vocazione.
E gli orari giornalieri da rispettare: levata alle 5.30,
meditazione alle 6, colazione alle 7, canto delle lodi
ed eucaristia alle 7.45, lavoro dalle 9.15, pranzo alle
12.15, solitudine e silenzio fino alle 15 e così via,
sino al vespro delle 18.45, la cena delle 19.15 e il
canto di compieta alle 21.
Ritmi scanditi da lavoro e preghiera.
«Entra. Varca la soglia del nostro monastero. Conoscerai
qualcosa di noi, dei luoghi antichi che ci ospitano,
delle nostre giornate, dei nostri cuori». Con Internet,
anche la clausura assume una nuova dimensione.
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