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| POETI … AL MURO | |
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A Cura delle Prof.sse Ciocchetta e Apolloni
![]() La poesia … questa sconosciuta! Quanti pregiudizi sul linguaggio poetico:” la poesia è difficile, parla una lingua incomprensibile, usa termini rari e antiquati, è zeppa di figure retoriche dai nomi più assurdi e…complica le cose semplici!”. Invece la poesia non è solo il vestito elegante e scomodo che ci tocca mettere in determinate circostanze… può essere (per usare una metafora) un pigiama, una tuta, un paio di jeans, qualcosa che ci sentiamo bene addosso perché ci fa sentire a nostro agio, parla il nostro linguaggio, ci esprime. Accendere l’interesse per la poesia nei nostri ragazzi non è una scommessa impossibile, basta farla sentire vicina, basta fare in modo che incontrare la poesia sia anche incontrare altre persone, mettersi in gioco assieme, rischiare. E così è nata l’idea di far lavorare insieme due classi seconde, una della sede centrale e una dell’Ipc, a partire da un incontro alla biblioteca interculturale mobile (BIM), ospitata in febbraio nel nostro Istituto. Là si è iniziato un percorso che ha come tema il muro, nelle sue varie implicazioni simboliche di frontiera, riparo, prigione, ostacolo, limite, pregiudizio … le due classi, una prevalentemente femminile e l’altra maschile, hanno affrontato insieme il tema attraverso poesie di uomini e donne. Uno sguardo di genere sui vari muri che segnano il nostro esistere. Letture, brainstorming, riflessioni, echi emotivi, domande … è stato il primo passo verso la poesia. Poi dopo una ventina di giorni finalmente ci siamo reincontrati; ospiti questa volta in sede Ipc, i ragazzi dell’Ipsia, da veri poeti, ci hanno donato dei fiori; rotto l’imbarazzo iniziale i due gruppi classe si sono mescolati e i ragazzi hanno iniziato a lavorare insieme. Una poesia-gioco sull’identità a partire da biglietti in un cappello, una valigia di libri di poesia per dare il la alla loro ispirazione, la restituzione delle loro parole emerse alla BIM con il brainstorming, delle “reti” a cui appigliarsi per chi temeva la caduta libera e una canzone di Guccini per entrare nella “scatola magica” della poesia. Tutto il resto l’hanno fatto loro, i ragazzi, con la loro voglia di giocare, con il loro desiderio di raccontarsi e di incontrarsi. E sono nate poesie sui muri, quelli fuori e quelli che abbiamo dentro, poesie che sanno di ironia, di spontaneità ma anche di ricerca delle parole capaci di dipingere il loro sentire. La creatività è un modo per accendere il pensiero. Ecco infatti che tutti (!!!)hanno eseguito il compito per casa … di fotografare dei muri! Foto scanzonate, introspettive, originali, simboliche … sguardi non banali sulla realtà. Forse la poesia è proprio questo. Ma il nostro muro è ancora ai primi mattoni, altre tappe ci aiuteranno a vivere il senso del muro attraverso graffiti, poesie, video, testimonianze; l’assemblea d’istituto del 15 aprile sarà senz’altro un mattone importante, anzi ci aiuterà ad andare “oltre il muro”! |
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