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(Per tutti gli indirizzi di ordinamento e
sperimentali)
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte
TIPOLOGIA A
Analisi del testo
L. PIRANDELLO, Il piacere dell'onestà
ATTO PRIMO - SCENA OTTAVA
BALDOVINO, FABIO
| 1 |
BALDOVINO (seduto, s'insella le lenti su la punta del
naso e, reclinando indietro il capo) Le chiedo,
prima di tutto, una grazia.
FABIO Dica, dica...
BALDOVINO Signor marchese, che mi parli aperto. |
| 5 |
FABIO Ah, sì, sì... Anzi, non chiedo di meglio.
BALDOVINO Grazie. Lei forse però non intende questa espressione
"aperto", come la intendo io.
FABIO Ma... non so... aperto... con tutta franchezza... |
| |
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| |
E poiché Baldovino, con un dito, fa cenno di no: |
| 10 |
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| |
...E come, allora?BALDOVINO Non basta. Ecco, veda,
signor marchese: inevitabilmente, noi ci costruiamo. Mi spiego. Io entro
qua, e divento subito, di fronte a lei, quello che devo essere, quello
che posso essere - mi costruisco - cioè, me le presento¹ in una forma
adatta alla relazione che debbo contrarre con lei. E lo |
| 15 |
stesso fa di sé anche lei che mi riceve. Ma, in
fondo, dentro queste costruzioni nostre messe così di fronte, dietro le
gelosie² e le imposte, restano poi ben nascosti i pensieri nostri più
segreti, i nostri più intimi sentimenti, tutto ciò che siamo per noi
stessi, fuori delle relazioni che vogliamo stabilire. - Mi sono
spiegato?FABIO Sì, sì, benissimo… Ah, benissimo! [...] |
| 20 |
BALDOVINO Comincio io, allora, se permette, a
parlarle aperto. - Provo da un pezzo, signor marchese - dentro - un
disgusto indicibile delle abiette costruzioni di me, che debbo mandare
avanti nelle relazioni che mi vedo costretto a contrarre coi miei...
diciamo simili, se lei non s'offende.FABIO No, prego... dica, dica
pure... BALDOVINO Io mi vedo, mi vedo di continuo, signor marchese; e
dico: - Ma quanto è vile, ma com'è |
| 25 |
indegno questo che tu ora stai facendo!FABIO
(sconcertato, imbarazzato) Oh Dio... ma no... perché?BALDOVINO Perché
sì, scusi. Lei, tutt'al più, potrebbe domandarmi perché allora lo
faccio? Ma perché... molto per colpa mia, molto anche per colpa d'altri,
e ora, per necessità di cose, non posso fare altrimenti. Volerci in un
modo o in un altro, signor marchese, è presto fatto: tutto sta, poi, se
|
| 30 |
possiamo essere quali ci vogliamo. [...] Ora, scusi,
debbo toccare un altro tasto molto delicato.FABIO Mia moglie?BALDOVINO
Ne è separato. - Per torti... - lo so, lei è un perfetto gentiluomo - e
chi non è capace di farne, è destinato a riceverne. - Per torti, dunque,
della moglie. - E ha trovato qua una consolazione. Ma la vita - trista
usuraja - si fa pagare quell'uno di bene che concede, con cento di noje
e di dispiaceri. |
| 35 |
FABIO Purtroppo!BALDOVINO Eh, l'avrei a sapere! -
Bisogna che ella sconti la sua consolazione, signor marchese! Ha davanti
l'ombra minacciosa d'un protesto senza dilazione. - Vengo io a mettere
una firma d'avallo, e ad assumermi di pagare la sua cambiale. - Non può
credere, signor marchese, quanto piacere mi faccia questa vendetta che
posso prendermi contro la società che nega ogni credito alla mia firma.
Imporre |
| 40 |
questa mia firma; dire: - Ecco qua: uno ha preso alla
vita quel che non doveva e ora pago io per lui, perché se io non
pagassi, qua un'onestà fallirebbe, qua l'onore d'una famiglia farebbe
bancarotta; signor marchese, è per me una bella soddisfazione: una
rivincita! Creda che non lo faccio per altro. [...]FABIO Ecco, bene! E
allora, questo. Benissimo! Io non vado cercando altro, signor Baldovino.
L'onestà! La bontà dei sentimenti! [...] |
| 45 |
BALDOVINO Ma le conseguenze, signor marchese, scusi!
[...]FABIO Ecco... caro signore... - capirà… - già lei stesso l'ha detto
- non... non mi trovo in condizione di seguirla bene, in questo momento
[...]BALDOVINO - È facilissimo. Che debbo fare io? - Nulla. -
Rappresento la forma. - L'azione - e non bella - la commette lei: - l'ha
già commessa, e io gliela riparo; seguiterà a commetterla, e io la
nasconderò. - |
| 50 |
Ma per nasconderla bene, nel suo stesso interesse e
nell'interesse sopratutto della signorina, bisogna che lei mi rispetti;
e non le sarà facile nella parte che si vuol riserbare! - Rispetti,
dico, non propriamente me, ma la forma - la forma che io rappresento:
l'onesto marito d'una signora perbene. Non la vuol rispettare?FABIO Ma
sì, certo! |
| 55 |
BALDOVINO E non comprende che sarà tanto più rigorosa
e tiranna, questa forma, quanto più pura lei vorrà che sia la mia
onestà? - Perciò le dicevo di badare alle conseguenze. [...]FABIO
Come... perché, scusi? - Io non vedo tutte codeste difficoltà che vede
lei!BALDOVINO Credo mio obbligo fargliele vedere, signor marchese. Lei è
un gentiluomo. Necessità di cose, di condizioni, la costringono a non
agire onestamente. Ma lei non può fare a meno dell'onestà! |
| 60 |
Tanto vero che, non potendo trovarla in ciò che fa,
la vuole in me. Devo rappresentarla io, la sua onestà: - esser cioè,
l'onesto marito d'una donna, che non può essere sua moglie; l'onesto
padre d'un nascituro che non può essere suo figlio. È vero questo?FABIO
Sì, sì, è vero.BALDOVINO Ma se la donna è sua, e non mia; se il
figliuolo è suo, e non mio, non capisce che non |
| 65 |
basterà che sia onesto soltanto io? Dovrà essere
onesto anche lei, signor marchese, davanti a me. Per forza! - Onesto io,
onesti tutti. - Per forza!FABIO Come come? Non capisco! Aspetti... |
Note: (1) - 1 mi presento a lei
(2) - 2 le persiane
Luigi PIRANDELLO (Girgenti 1867 - Roma 1936)
ebbe il premio Nobel nel 1934. Tutta la sua produzione è percorsa dal filo rosso
dell'assurdo e del tragico della condizione umana, dal contrasto tra apparenza e
realtà e dallo sfaccettarsi della verità. Il testo proposto è tratto da Il
piacere dell'onestà, commedia in tre atti, rappresentata per la prima volta a
Torino il 25 novembre 1917. La vicenda è collocata ai primi del Novecento in una
città delle Marche.
Analisi del testo
A. La figura di Baldovino
- Cerca e commenta nelle battute di Baldovino le parole e le espressioni
che meglio rivelano le sue posizioni e intenzioni nella trattativa.
- Nel brano dalla riga 19 alla riga 41 quali esperienze affiorano della
precedente vita di Baldovino?
- In quale brano emerge più chiaramente il quadro delle "apparenze" da
salvare? Individualo e commentalo.
B. La figura di Fabio
- Come si caratterizza il linguaggio di Fabio rispetto a quello di
Baldovino?
- Quando Fabio (righe 42 e 43) parla di "onestà" e "bontà dei sentimenti"
da parte di Baldovino, a che cosa sembra riferirsi?
- In questo dialogo, Fabio fa finta di non capire i discorsi di Baldovino
o non li comprende davvero? Argomenta la tua risposta.
Commento complessivo e approfondimenti
- Da questa vicenda, che per lungo tratto ci presenta personaggi pieni di
ipocrisia e abituati al raggiro, si ricava alla fine anche una morale
positiva? In che modo il pessimismo di Pirandello, quale si riscontra in
questa ed in altre sue opere a te note, vuole aiutarci a trovare il filo per
una condotta onesta nella vita, così piena di difficoltà per tutti?
- Pirandello è tra i nostri scrittori moderni che propongono per primi una
lingua finalmente di "uso medio", cioè di tipo parlato. Cerca e commenta le
espressioni vicine al parlato di oggi. Puoi spiegare, ad esempio, il
significato dell'avverbio "allora" qui più volte usato.
- Nel rispondere alle domande che ti sono state poste, riferisciti anche
al contesto culturale europeo dell'epoca.
TIPOLOGIA B
Redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve" o di
"articolo di giornale", utilizzando i documenti e i dati che lo corredano. Se
scegli la forma del "saggio breve", interpreta e confronta i documenti e i dati
forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con
opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una
destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca
e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai
dare eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", individua nei documenti e nei
dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di
essi il tuo 'pezzo'. Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di
giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista
divulgativa, giornale scolastico, altro). Per attualizzare l'argomento, puoi
riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di
metà di foglio protocollo.
1. Ambito artistico letterario
Argomento: Affetti familiari
DOCUMENTI
In morte del fratello Giovanni
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.
La Madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto;
ma io deluse a voi le palme tendo,
e sol da lunge i miei tetti saluto.
Sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quïete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta.
U. FOSCOLO, Sonetti, (1802)
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| Michelangiolo Buonarroti, Sacra famiglia
(1504) |
A mia moglie, in montagna
Dal fondo del vasto catino,
supini presso un'acqua impaziente
d'allontanarsi dal vecchio ghiacciaio,
ora che i viandanti dalle braccia tatuate
han ripreso il cammino verso il passo,
possiamo guardare le vacche.
Poche sono salite in cima all'erta e pendono
senza fame né sete,
l'altre indugiano a mezza costa
dov'è certezza d'erba
e senza urtarsi, con industri strappi,
brucano; finché una
leva la testa a ciocco verso il cielo,
muggisce ad una nube ferma come un battello.
E giungono fanciulli con frasche che non usano,
angeli del trambusto inevitabile,
e subito due vacche si mettono a correre
con tutto il triste languore degli occhi
che ci crescono incontro.
Ma tu di fuorivia, non spaventarti,
non spaventare il figlio che maturi.
G. ORELLI, L'ora del tempo , (1962)
Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri è dal suo grembo uscita
Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin'
ad oggi mai l'anima mia partita.
Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un'altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.
Per l'altezze l'amai del suo dolore,
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.
U. SABA, Autobiografia, (1924)
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione
di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E. MONTALE, Satura, (1971)
Il compleanno di mia figlia. 1966
Siano con selvaggia compunzione accese
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l'altro cinque
e io trentaquattro e la mamma trentadue
e la nonna, se non sbaglio, sessantotto.
Questa scena non verrà ripetuta.
La scena non viene diversamente effigiata. E chi
si sentisse esule o in qualche
percentuale risulta ingrugnato
parli prima o domani.
Accogli, streghina di marzapane, la nostra sospettosa tenerezza.
Seguano come a caso stridi
di vagoni piombati, raffiche di mitragliatrice…
G. RABONI, Cadenza d'inganno, (1975)
La madre
E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
G. UNGARETTI, 1930
2. Ambito socio-economico
Argomento: E' ancora possibile la poesia nella società delle comunicazioni
di massa?
DOCUMENTI
"Sotto lo sfondo così cupo dell'attuale
civiltà del benessere anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la
loro identità. Le comunicazioni di massa, la radio e soprattutto la
televisione, hanno tentato non senza successo di annientare ogni possibilità
di solitudine e di riflessione. Il tempo si fa più veloce, opere di pochi
anni fa sembrano "datate" e il bisogno che l'artista ha di farsi ascoltare
prima o poi diventa bisogno spasmodico dell'attuale, dell'immediato. Di qui
l'arte nuova del nostro tempo che è lo spettacolo, un'esibizione non
necessariamente teatrale a cui concorrono i rudimenti di ogni arte e che
opera una sorta di massaggio psichico sullo spettatore o ascoltatore o
lettore che sia… In tale paesaggio di esibizionismo isterico quale può
essere il posto della più discreta delle arti, la poesia?"
E. MONTALE, È ancora possibile la poesia? (Discorso tenuto
all'Accademia di Svezia), 1975
"Ruth Lilly, erede novantenne della casa
farmaceutica che produce il Prozac, ha regalato cento milioni di dollari a "Poetry",
rivista di poesia perennemente in bolletta che ha pubblicato i grandi del
Novecento, da Dylan Thomas ed Ezra Pound, e che rischiava di chiudere… È un
segno del destino che il denaro speso per gli antidepressivi sia andato a
finanziare la più antica e ignorata delle medicine contro l´angoscia. Ed è
un altro segno che sia stato proprio il Pio Albergo Trivulzio di Milano… ad
aver organizzato un concorso nazionale di poesia per anziani. Lo hanno vinto
una coetanea veneta della miliardaria americana e la signora Luigia Tonelli,
leggermente più matura, che ha voluto ringraziare la giuria con queste
parole: "I miei 104 anni sono tanti, ma non sono mai troppi per tutto quello
che la vita ci offre". Una frase che, a leggerla prima e dopo i pasti, uno
si dimentica persino di prendere il Prozac. Rimane la gioia di vedere tanti
vecchi rifugiarsi nella poesia, il linguaggio dei bambini. E la rabbia di
saperli quasi costretti a scrivere, dal momento che il mondo non li ascolta
più."
M. GRAMELLINI, I versi della nonna, LA STAMPA 20/11/2002
"La poesia è, ormai, un "genere"
letterario sempre più specialistico, che non interessa nessuno, o quasi, al
di fuori delle università e di una cerchia ristretta di cultori… Ma la
poesia da sempre, aspira a essere popolare; e questo fatto genera qualche
equivoco… L'impopolarità della poesia sembra irreversibile. In passato, la
poesia diventava popolare sulla spinta delle grandi idee, delle grandi
emozioni, delle grandi cause (giuste o sbagliate). Oggi, il pacifismo non ha
un vate, la causa palestinese e le sofferenze del popolo israeliano non
hanno un vate; Bin Laden balbetta versi non suoi, Karadzic è meglio
dimenticarlo. Forse, un capitolo della storia umana si è chiuso per sempre."
S. VASSALLI, Il declino del vate, IL CORRIERE DELLA SERA 12/01/2003
"La poesia è irreversibilmente morta…
oppure è viva e lotta con noi...? Di fronte a un'alternativa del genere, la
mia reazione istintiva è, lo confesso, quella di stringermi nelle spalle e
cambiare discorso. Come si fa a rispondere? La poesia è una possibilità
infinitamente sospesa, una possibilità che si avvera soltanto nella mente di
ogni singolo destinatario; tutto il resto, la "popolarità", il "ruolo
sociale" ecc. - appartiene alla sfera delle conseguenze e può esserci o non
esserci, in un determinato periodo storico, per motivi che non dipendono né
dai poeti né dalla poesia."
G. RABONI, La poesia? Si vende ma non si dice, IL CORRIERE DELLA SERA
18/01/2003
"... la poesia non muore mai del tutto. Se
morisse la poesia, allora si atrofizzerebbero e si impoverirebbero
mortalmente anche il linguaggio e il pensiero, e non sarebbe un capitolo
della storia umana a chiudersi, ma sarebbe l'umanità stessa a cambiare.
Bisogna indicarli gli assassini della poesia: non sono certo il popolo, i
ragazzi e le ragazze, i lavoratori, gli anziani, le persone comuni, ma sono
tra i poeti e gli intellettuali stessi, almeno tra quelli che vivono di
rendita su vecchie posizioni nichiliste, materialistiche ed eurocentriche,
sono tra quei borghesi corrotti, cinici, conformisti, pigri, incolti che
rappresentano il ventre molle della classe dirigente italiana, sono tra i
cultori del trash, sono tra coloro che attaccano e avvelenano la Madre
Terra, sono tra i sostenitori di una inedita gerarchia in cui Denaro e
Tecnica occupano il primo posto nella scala dei valori…. Se popolare è tutto
ciò che riguarda i consigli per gli acquisti, il luccicante ma miserabile
mondo della moda, degli spot, del calciomercato allora è meglio che la
poesia non sia popolare. Lei è di più, è universale. E quelli che la
vogliono uccidere non ce la faranno."
G. CONTE, Ma la poesia non sempre deve essere popolare, IL CORRIERE
DELLA SERA 15/01/2003
"La società-spettacolo non vuole cancellare la nobile
funzione della poesia, perché sa che ne avrebbe un ritorno d'immagine
negativo. E allora, semplicemente, e per arrivare ai grandi numeri, fa della
canzone il surrogato di massa della poesia... C'è però un fatto decisivo a
conferma della presenza vitale, anche se occultata dai media più forti,
della poesia, e cioè la fiducia tranquilla dei giovanissimi in questo genere
espressivo. Qualche anno fa pensavo: com'è possibile che un diciottenne,
oggi, affidi il meglio di sé alla poesia, in un mondo che tende a
nasconderla? Ebbene, i giovani che scrivono versi, ma non per raccontare le
sole sciocchezze in cuore e amore, sono tanti e pienamente persuasi.
Investono il meglio di sé nell'energia insostituibile e nella verità
profonda della parola poetica, e non gliene importa nulla dei vip televisivi
e della cultura di massa. Li seguo da tempo, sono nati negli anni Settanta e
ormai anche oltre… Sono loro il futuro della poesia, che non cederà certo il
campo ai surrogati."
M. CUCCHI, Il destino della poesia nella società moderna, LA STAMPA,
21/1/2003
"Sei una parola in un indice". Lessi questo verso tanti
anni fa, non so più su quale rivista letteraria... Ma per me quel "sei una
parola in un indice", quel "ma di te sappiamo solo oscuro amico/che udisti
l'usignolo una sera", vanno a toccare più di ogni altra composizione le
misteriose corde d'ordine sentimentale (chiamiamole pure così), latenti in
ciascuno di noi dai tempi della scuola. Sono veri e propri innamoramenti,
cui si perviene casualmente, per vie proprie, o perché un insegnante più
appassionato degli altri e con una voce più duttile, ce li ha messi in
evidenza. Lo studio a memoria della poesia è ancora obbligatorio, mi dicono,
e ancora mal sopportato dai ragazzini. Sarà, ma "Dolce e chiara è la notte e
senza vento" o "quel giorno più non vi leggemmo avante", devono pur
risuonare in un'aula scolastica. Sono spiragli aperti per un attimo su un
mondo parallelo che esclude merendine e play-station. Un mondo di
suggestioni enigmatiche e dolcissime, che per molti scomparirà forse per
sempre ma per altri resterà per sempre lì a portata di mano, evocabile in
ufficio, guidando sull'autostrada, spingendo il carrello per un
supermercato… Sono lingotti in un caveau svizzero, magari parziali e
approssimativi nella memoria, ma emotivamente indistruttibili. Ognuno se li
deve mantenere da sé, con la sua segreta chiave, perché l'alternativa (il
cenacolo con dama protettrice, il convegnino promosso dal Comune, l'evento
mediatico una volta l'anno) non funziona, inquina senza scampo quelle
privatissime risonanze..."
C. FRUTTERO, L'indice di Borges, TUTTOLIBRI, 11 gennaio 2003
3. Ambito storico-politico
Argomento: Il terrore e la repressione politica nei sistemi totalitari
del Novecento
DOCUMENTI
Scheda:
-
Il fascismo italiano fece centinaia di
prigionieri politici e di confinati in domicilio coatto, migliaia di
esiliati e fuoriusciti politici.
-
Il nazismo tedesco dal 1933 al 1939 ha
eliminato circa 20.000 oppositori nei campi di concentramento e nelle
prigioni; tra il 1939 e il 1941 ha sterminato nelle camere a gas 70.000
tedeschi vittime di un programma di eutanasia. Durante la guerra si
calcola che siano stati uccisi circa 15 milioni di civili nei paesi
occupati, circa 6 milioni di ebrei; 3.300.000 prigionieri di guerra
sovietici, più di un milione di deportati e decine di migliaia di
zingari sono morti nei campi di concentramento; più di 8 milioni sono
stati inviati ai lavori forzati.
-
Nella Russia comunista la prima
epurazione la pagarono gli iscritti al partito; tra il 1936?38 furono
eliminati 30.000 funzionari su 178.000; nell'Armata rossa in due anni
furono giustiziati 271 tra generali, alti ufficiali e commissari
dell'esercito. Nei regimi comunisti del mondo (URSS, Europa dell'Est,
Cina, Corea del Nord, Vietnam, Cambogia, Cuba, ecc.) si calcola che sono
stati eliminati circa 100 milioni di persone contrarie al regime.
-
Né bisogna dimenticare le "foibe"
istriane e, più di recente, i crimini nei territori della ex Jugoslavia,
in Algeria, in Iraq, ecc. Amnesty International ha segnalato 111 Paesi
dove sono state applicate torture su persone per reati d'opinione.
"Con il terrore si assiste a una doppia
mutazione: l'avversario, prima nemico e poi criminale, viene trasformato in
'escluso'. Questa esclusione sfocia quasi automaticamente nell'idea di
sterminio. Infatti la dialettica amico/nemico è ormai insufficiente a
risolvere il problema fondamentale del totalitarismo: si tratta di costruire
un'umanità riunificata e purificata, non antagonista [...]. Da una logica di
lotta politica si scivola presto verso una logica di esclusione, quindi
verso un'ideologia dell'eliminazione e, infine, dello sterminio di tutti gli
elementi impuri".
S. COURTOIS, "Perché?", in Il libro nero del comunismo, Milano,
Mondadori, 2000
"Per genocidio si intende uno qualunque dei seguenti atti,
commessi con l'intenzione di distruggere completamente o in parte un gruppo
nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale: a) assassinio di
membri del gruppo; b) grave attentato all'incolumità fisica o mentale di
membri del gruppo; c) imposizione intenzionale al gruppo di condizioni di
vita destinate a provocarne la distruzione fisica totale o parziale; d)
misure volte a ostacolare le nascite all'interno del gruppo; e)
trasferimenti coatti dei figli di un gruppo a un altro".
Convenzione delle Nazioni Unite del 9/12/1948
"Dolore per la nostra patria [il Cile] soggiogata e
convertita in un immenso carcere; per il nostro popolo martoriato dalla fame
e dalla miseria; per i nostri compagni ed amici caduti nel combattimento, o
assassinati, torturati o incarcerati dal fascismo. Speranza che questo
incubo di orrore avrà una fine non lontana, e la certezza che i colpevoli
riceveranno il castigo esemplare".
C. ALTAMIRANO, "Saluto di capodanno: I gennaio 1975", in Tutte le
forme di lotta, Milano, 1975, (L'autore era segretario generale del Partito
socialista cileno)
"I regimi totalitari del XX secolo hanno rivelato
l'esistenza di un pericolo prima insospettato: quello di una manomissione
completa della memoria".
T. TODOROV, Memoria del male, tentazione del bene. Inchiesta su un
secolo tragico, Milano, Garzanti, 2001
4. Ambito tecnico-scientifico
Argomento: "L'acqua, risorsa e fonte di vita"
DOCUMENTI
H²O UNA BIOGRAFIA DELL'ACQUA: H²O è l'unica formula
chimica che tutti conoscono. Ed è giusto che sia così: l'acqua non è solo la
sostanza più diffusa sulla terra, ma è la condizione necessaria, la fonte,
la matrice della vita. In tutti gli antichi miti della creazione, in
principio era l'acqua: nella Bibbia "lo spirito di Dio aleggiava sulle
acque"; nel Regveda, tutto "era acqua indistinta". Quando la spogliamo dei
suoi abbellimenti simbolici, della sua associazione con la purezza, l'anima,
la maternità, la vita e la giovinezza; anche quando la riduciamo ad un
fenomeno da laboratorio, chimico o geologico che sia, l'acqua continua ad
affascinarci. Molecola a prima vista molto semplice, nondimeno l'acqua
lancia alla scienza sfide sempre difficili."
Ph. BALL, H²O una biografia dell'acqua, Rizzoli 2000
USI E SPRECHI: "Destino veramente strano quello
dell'acqua: se un essere umano ne è privato solo per pochi giorni, muore. Se
una zona attraversa un lungo periodo di siccità, migliaia o addirittura
milioni di persone muoiono di fame. Senza di essa, niente può vivere,
crescere, produrre. E tutto questo si riflette nelle idee che ci facciamo
sull'acqua e nella sacralità che spesso ancora la circonda. Allo stesso
tempo, però, l'acqua è sprecata, sporcata, ignorata e dimenticata forse più
di qualunque altra risorsa naturale."
M. FONTANA, L'acqua, natura, uso, consumo, inquinamento e sprechi,
Editori riuniti, 1984
ACQUA, FONTE DI SICUREZZA ALIMENTARE: " Affinché vi sia
cibo occorre che vi sia acqua. E' quindi fondamentale investire per
garantire la disponibilità e l'uso efficiente delle risorse idriche, in un
indispensabile contesto di salvaguardia ambientale. Acqua e cibo
rappresentano il motore di quello sviluppo autosostenibile cui tutti
dobbiamo dare priorità assoluta."
Introduzione a "Celebrazioni Ufficiali Italiane per la Giornata Mondiale
dell'Alimentazione 2002" da parte del presidente del Consiglio dei
Ministri
PROSPETTIVE FUTURE: "La società contemporanea si è
abituata all'idea che risorse essenziali per la vita e per le attività
economiche e produttive, come l'acqua, siano inesauribili, a portata di
mano, sempre disponibili. Non tutti sanno, tuttavia, che questa fondamentale
risorsa è limitata e, in alcune situazioni, comincia anche a scarseggiare.
Occorre, quindi, migliorare la conoscenza e la tutela dell'acqua come
elemento fondamentale esistente in natura e dell'acqua come risorsa per lo
sviluppo, necessaria per la vita, per la salute, per le città e per le
campagne, e in particolare per l'agricoltura e per una sana alimentazione...
In futuro ? è ormai evidente ? l'acqua diventerà sempre più un bene prezioso
ed insostituibile, anche raro. Le difficoltà di approvvigionamento, il
declino della qualità, la penuria, il consumo disattento, gli sprechi
dell'acqua sono già motivo di preoccupazione… L'acqua non dovrà essere un
fattore di incertezza o, nel caso delle catastrofi, minaccia per la
popolazione del mondo, anche nei luoghi dove il clima favorevole, le piogge,
l'innevamento, l'alternarsi delle stagioni l'hanno resa abbondante."
Atti della Giornata mondiale per l'alimentazione 2002
È L'ANNO DELLA VITA: "E' certamente una coincidenza che il
2003, atteso da tempo per celebrare i cinquant'anni dalla scoperta della
struttura a doppia elica del Dna, sia stato dedicato anche all'acqua.
L'accostamento non poteva essere, comunque, più pertinente. Il Dna è,
soprattutto nell'immaginario collettivo, il simbolo biologico della vita, ed
è un luogo non meno comune che l'acqua è una condizione indispensabile per
la vita. Nonché un ambiente che offre straordinarie opportunità evolutive.
Con conseguenze non sempre benefiche per l'uomo: nel passaggio a una civiltà
più sedentaria l'acqua ha infatti cominciato a rappresentare un grave
rischio di morte per l'umanità, veicolando gli agenti di malattie come il
tifo e il colera o favorendo lo sviluppo di artropodi in grado di
trasmettere virus, o parassiti come la malaria. Il rapporto fra acqua e vita
è stato intuito da molti miti della creazione, in particolare presso quelle
civiltà che si svilupparono sulle sponde dei grandi fiumi e fatto proprio
addirittura dal primo filosofo naturalista, Talete."
G. CORBELLINI, Una molecola nell'oceano, in IL SOLE 24 ORE, 5 gennaio
2003
"La molecola è sempre H2O ma in molte parti del mondo è
marrone, sporca di fango e portatrice di funghi e batteri e quindi di
malattie e di morte: Oppure è assente del tutto. Per l'Organizzazione
mondiale della Sanità la situazione peggiora: nel 2025 l'oro blu potrebbe
essere insufficiente per due persone su tre. Urgono nuovi accordi
internazionali. L'acqua è un problema globale, ma a differenza del
riscaldamento del clima, è affrontabile su scala locale. Lo stress idrico è,
per esempio, spesso causato da sprechi locali: in primo luogo dalle
inefficienze in agricoltura (attività per la quale utilizziamo il 70%
dell'acqua), ma anche da semplici, stupide perdite delle tubature o
contaminazioni evitabili… Ma ciò che in Italia è un problema, in Bangla Desh
può diventare un dramma. Fino a una trentina di anni fa, tutti bevevano
acqua contaminata dalle fognature. Ascoltando i geologi, però, si scopre che
basterebbe scavare i pozzi a una profondità di 80 metri, anziché di 50 circa
per eliminare il problema alle radici nel 99% dei casi."
M. MERZAGORA, Un patto sul colore dell'acqua, in IL SOLE 24 ORE, 5
gennaio 2003
L'EMERGENZA IDRICA E LA STIMOLAZIONE DELLA PIOGGIA:
"L'agricoltura italiana può contare sempre meno sulle piogge… Una situazione
che provocherà pesanti ripercussioni economiche se si considera che più del
50% del valore lordo della produzione agricola italiana dipende
dall'irrigazione e che i due terzi del valore delle esportazioni è
costituito da prodotti che provengono da territori irrigati. Alla
stimolazione delle piogge si lavora nei Paesi più avanzati al mondo, come
gli Stati Uniti, e in nazioni, come Israele, che hanno adottato la
tecnologia italiana e si avvalgono della consulenza dei nostri esperti. Non
solo. Il convegno dell'Organizzazione meteorologica mondiale ha riaffermato,
lo scorso anno a Ginevra, il grande interesse per la stimolazione della
pioggia riprendendo l'indicazione data dalla Conferenza di Rio de Janeiro
che cita questa tecnologia quale sistema di lotta alla desertificazione
della terra. Cos'è la stimolazione della pioggia? La tecnologia messa a
punto da un'associazione italiana riproduce in sostanza il processo naturale
di formazione delle precipitazioni. Ci si avvale di piccoli aerei che volano
alla base dei sistemi nuvolosi, rilasciando microscopiche particelle di
ioduro di argento in grado di accelerare il processo di condensazione
trasformando il vapore in pioggia che cade al suolo."
AGRICOLTURA, marzo/aprile 2002
TIPOLOGIA C:
Tema di argomento storico
«Tutti gli esseri umani, senza distinzione alcuna di sesso,
razza, nazionalità e religione, sono titolari di diritti fondamentali
riconosciuti da leggi internazionali. Ciò ha portato all'affermazione di un
nuovo concetto di cittadinanza, che non è più soltanto "anagrafica", o
nazionale, ma che diventa "planetaria" e quindi universale. Sviluppa l'argomento
analizzando, anche alla luce di eventi storici recenti o remoti, le difficoltà
che i vari popoli hanno incontrato e che ancor oggi incontrano sulla strada
dell'affermazione dei diritti umani. Soffermati inoltre sulla grande sfida che
le società odierne devono affrontare per rendere coerenti e compatibili le due
forme di cittadinanza.»
TIPOLOGIA D
Tema di ordine generale
«Si dice da parte di alcuni esperti che la forza delle immagini
attraverso cui viene oggi veicolata gran parte delle informazioni, rischia, a
causa dell'impatto immediato e prevalentemente emozionale, tipico del messaggio
visivo, di prendere il sopravvento sul contenuto concettuale del messaggio
stesso e sulla riflessione critica del destinatario. Ma si dice anche, da parte
opposta, che è proprio la immagine a favorire varie forme di apprendimento,
rendendone più efficaci e duraturi i risultati.
Discuti criticamente i due aspetti della questione proposta, avanzando le tue
personali considerazioni.»
Durata massima della
prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla
dettatura del tema.
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